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al fratello Carlo, cancelliere di conciliazione, ebbe, L’1 luglio 1964, ancora vitalissimo e brillante,
quali praticanti e collaboratori numerosi giovani, avendo appena raggiunto i settanta anni di età, si
i più conosciuti e qualificati dei quali sono stati: spegneva improvvisamente, a causa di un infarto,
l’avvocato Emilio Graziuso, l’avvocato Ernesto Ali- don Nino Caputo.
quò e l’avvocato Angelo Quitadamo. Dopo qualche mese dalla sua dipartita, nel Tri-
Legale del Credito Italiano e “storico” avvoca- bunale di Brindisi, ancora in via Duomo (pal. Gra-
to del senatore Vito Antonio Perrino, fu patroci- nafei-Nervegna), fu l’onorevole avvocato Clemente
nante in Cassazione, non per questo si sottraeva Manco a commemorare “don Nino” Caputo, con
dall’essere cordiale e disponibile con quanti a lui accenti commossi e di immutata, consolidata stima.
si rivolgevano per pareri, suggerimenti e consigli. Oggi, a molti anni di distanza dalla sua dipar-
Il 2 giugno 1958, a firma del presidente della tita, qualcuno ricorda ancora l’aspetto umano e
Repubblica Giovanni Gronchi, l’avvocato Gio- professionale dell’avvocato Caputo.
vanni Caputo fu gratificato dell’onorificenza di Qualche anno fa, l’avvocato Ennio Masiello,
cavaliere ufficiale della Repubblica Italiana. sulla rivista “Quaderni” - Note di vita forense a
Nel suo studio legale trovavano spazio librerie cura del consiglio dell’Ordine degli avvocati e
in legno scuro colme, oltre che di testi di diritto, di procuratori di Brindisi, parlando di Giovanni Ca-
libri di letteratura (tra gli autori italiani ammirava su puto ha scritto: «…e gli avvocati meno giovani
tutti Alessandro Manzoni) e storia; alle ore 20 circa, non avranno certamente dimenticato la distinta
quando l’ultimo cliente aveva abbandonato lo stu- figura di don Nino Caputo, alto, dritto come un
dio legale, “don Nino” prendeva posto tra gli “ami- palo, impeccabilmente vestito di blu, con il cap-
ci” che già da qualche minuto erano in sua attesa pello grigio alla diplomatica».
pronti a discutere e a confrontarsi su note vicende L’avvocato Ennio Masiello conclude il suo
giudiziarie, su questioni politiche nazionali e di am- scritto quasi malinconicamente: «…erano tempi
ministrazione locale; erano gli anni del boom eco- quelli in cui la nostra professione, insomma, non
nomico le cose da fare e da dire erano molte, anzi era ancora diventata un mestiere».
moltissime; sotto l’infatuazione del fittizio benesse-
re dei “favolosi” anni Sessanta, la televisione, che Bigliografia: v. A. PeRRino, Ricordo di don Francesco Cesa-
già s’infiltrava in ogni casa, cominciava a livellare e ria, in “Brundisii Res”, VII, Galatina, 1977, pp. 301-5.
pianificare anche le menti più prolifiche, mentre a
Roma si susseguivano i “governi balneari”. Antonio M. Caputo
Caramia Agilulfo (San Giorgio Ionico, 6 giugno 1885 - Ivi, 5 ottobre 1962)
stato avvocato penalista e par- toria “di stile asiatico”, figlia dei
Èlamentare delle prime due le- tempi e, soprattutto, delle giurie
gislature. popolari che «cercava di travolge-
L’avvocato penalista. – «Nella re» per contrapporle alla «mente
nostra professione si entra con raziocinante del Giudice Togato»
i piedi di colomba e non con la (CoRleto, MessA, p. 26). Divenne
fanfara trionfale». Così il Caramia così protagonista nella Corte d’As-
soleva ammonire i giovani che si sise, vantando avversari di grande
affacciavano alla carriera forense, valore quali Michele De Pietro, i
sublimando gli insegnamenti del fratelli Massari, Pietro Di Mase ed
suo maestro, il grande avvocato Antoniovito Altamura. Per lunghi
ed umanista tarantino, Alessandro anni fu presidente del consiglio
Criscuolo, dal quale mutuò, per dell’Ordine forense di Taranto. Il
poi affinarla ulteriormente, l’arte 4 gennaio 1940, al traguardo dei
di un’oratoria colta, intrisa di finis- cinquant’anni di esercizio della
sima psicologia e densa di citazio- professione, ricevette gli onori nel
ni giuridiche e letterarie; un’ora- corso della solenne celebrazione