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Avvocati e Giuristi illustri salentini  65


                    istituzioni di diritto pubblico presso la facoltà di
                    economia e commercio di Roma. In quegli anni
                    Chiarelli era considerato uno dei più brillanti giu-
                    spubblicisti  per  il  diritto  corporativo,  anche  se,
                    non  era  un  giurista  completamente  engagé  nei
                    confronti  del  regime.  Insieme  a  R.  del  Giudice
                    fu, dal 1940, condirettore di “Stato e Diritto” una
                    rivista che accoglieva le riflessioni dottrinarie di
                    una parte del mondo accademico che cominciava
                    a manifestare un distacco dal regime. Dal 1951 al
                    1961 fu preside della facoltà di economia e com-
                    mercio di Roma e il 2 febbraio 1961 il presidente
                    della  Repubblica  Gronchi  lo  chiamò  alla  Corte
                    Costituzionale e dal 22 novembre 1971, fino alla
                    scadenza del mandato nel febbraio 1973, ne fu
                    presidente. In seguito fu chiamato presso la fa-
                    coltà di giurisprudenza di Roma a ricoprire l’in-
                    segnamento  di  diritto  pubblico  generale.  Tra  il
                    1975 e il 1976, presiedette la Commissione per
                    il riordinamento delle partecipazioni statali (cd.
                    Commissione Chiarelli) proponendo di rafforza-
                    re il ruolo del Parlamento nell’attività d’indirizzo
                    programmatico e di controllo politico sulle parte-
                    cipazioni statali, attraverso la creazione di un’ap-
                    posita commissione parlamentare (BARcA, p. 220)
                    e, sempre nel 1976, fu nominato membro della          politica in una prospettiva dinamica» (lAnchesteR,
                    commissione di esperti per la riforma del CNEL.       1988, pp. 715-717).
                    Fu insignito di diverse cariche onorifiche tra le        Negli anni del dopoguerra l’attenzione scien-
                    quali quella di ufficiale dell’Ordine della corona    tifica di Chiarelli fu rivolta a temi giuslavoristici
                    d’Italia,  di  commendatore  dell’Ordine  della  Re-  (furono di quegli anni i suoi interventi su “La rivi-
                    pubblica italiana, della stella d’argento al merito   sta italiana di previdenza sociale”) e di diritto sco-
                    della  scuola  e  della  medaglia  d’oro  benemeriti   lastico (si vedano su questo gli articoli, comparsi
                    della scuola della cultura e dell’arte. Negli ultimi   in “Rassegna di cultura e vita scolastica” nel corso
                    anni  della  sua  vita  tornò  a  dedicarsi  agli  studi   del  1948);  negli  anni  Cinquanta,  con  la  ripresa
                    sulla sua terra di origine, la Puglia, riprendendo    dell’attività accademica, i suoi studi furono princi-
                    lavori di gioventù.                                   palmente dedicati alla teoria generale al diritto co-
                       Da un punto di vista metodologico Chiarelli,       stituzionale e pubblico (La Costituzione italiana,
                    sin dai suoi primi studi, dedicati alla creazione     Roma, 1951; Elasticità della Costituzione, in Studi
                    del nuovo ordinamento corporativo, manifestava        di diritto costituzionale in memoria di L.  Rossi,
                    una posizione di equilibrio tra «tradizione e rin-    Milano, 1952, pp. 43 segg.). Durante gli anni del
                    novamento metodologico nello studio del diritto»      suo  mandato  alla  Corte  Costituzionale  propose
                    (lAnchesteR, 1988). Nella monografia La persona-      di attribuire alla Corte la facoltà di «sospendere
                    lità giuridica delle associazioni professionali (Pa-  l’efficacia delle proprie decisioni esclusivamente
                    dova 1931), chiariva la necessità del riconosci-      per  casi  specifici,  concedendo  al  legislatore  un
                    mento della personalità giuridica alle associazio-    tempo per provvedere senza arrecare turbamen-
                    ni sindacali classificandole come enti autarchici     to  ai  rapporti  giuridici  pendenti»  (Traccia della
                    sociali. Con lo Stato corporativo (Padova 1936),      conferenza stampa del presidente della Corte co-
                    invece, affrontava uno degli aspetti fondamentali     stituzionale  Chiarelli  tenuta  il  20  dic.  1972,  in
                    del regime fascista e, discostandosi dalle teoresi    “Giurisprudenza costituzionale”, XVII R9731, pp.
                    economiche ed etiche dello Stato corporativo, ne      2750 ss., lAnchesteR, 2013).
                    rilevava la corrispondenza «all’esigenza della vita      Nella  Prefazione  agli  Studi in Suo Onore,  L.
                    moderna di composizione del conflitto sociale e       Elia  nel  ricordare  il  pensiero  di  Chiarelli  e  nel
                    di  superamento  delle  forme  di  rappresentanza     definirne gli aspetti metodologici, affermava che
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